Tales of Arise – La recensione della rinascita

La serie Tales of risale all’ormai lontano 1995 quando Bandai pubblicò il suo primo capitolo sullo SNES in esclusiva per il territorio giapponese.

Tales of Phantasia aprì le danze con ben 212.000 copie vendute e grazie a ciò venne riproposto su PlayStation, Game Boy Advance e PlayStation Portable.

Dopo questo primo grande successo, si susseguirono ben 22 titoli, fra cui Tales of Arise, gioco nato con il desiderio di svecchiare una serie ormai più che ventennale e con l’intento di affacciarsi alla nuova generazione di videogiocatori, che discriminano oggigiorno svariati titoli ben congeniati solo perché non troppo moderni tecnicamente, vedasi la serie Atelier che con la trilogia legata a Ryza è riuscita ad attirare a sé molta nuova utenza.

Tales of

Infine vogliamo ricordarvi che, attualmente tutti i titoli antecedenti a quest’ultimo sono solo dei meri porting triti e ritriti di capitoli nati in esclusiva per il mercato giapponese su PlayStation 3.

Grazie a Bandai Namco Europe siamo riusciti a mettere mano a una copia del titolo su PC. Scopritelo con noi in questa recensione!

Sembrava una classica storia

Sono passati ormai trecento anni da quando Dahna è stata distrutta dagli abitanti del pianeta Rena, i quali possedevano una tecnologia di gran lunga più avanzata e tale da riuscire a costringere un’intera popolazione a vivere sotto un aspro e duro regime dittatoriale.

La povera gente ormai ridotta in schiavitù non solo viene sfruttata fino allo sfinimento, ma, successivamente, viene privata pure del proprio potere Astrale, ovvero una forma di energia che sta alla base della vita stessa nel mondo di Arise, e di conseguenza saranno costretti a perire ingiustamente.

Il furto dell’essenza vitale è causato principalmente dalla cosiddetta “Disfida Reale“, una vera e propria competizione che avviene ogni sette anni, nei quali il signore con più potere astrale riceve il tanto agognato titolo di indiscusso sovrano della madrepatria renana.

Lord Balseph

Il popolo di Dahna privato della libertà, del proprio passato, dei propri diritti, si ritroverà nel bel mezzo di un macabro “gioco” voluto dai cinque lord che comandano le terre di Dahna.

Poco dopo assisteremo alla presentazione dei due personaggi chiave dell’intera trama, ovvero Alphen e Shionne, i due protagosti provenienti da due mondi diametralmente opposti e in contrasto.

Il primo, chiamato nelle prime ore di gioco “Maschera di Ferro” a causa dell’elmetto postogli sul viso che risulta essere irremovibile per chissà quale motivo – anche se grazie ai DLC presenti nella versione Ultimate del titolo è possibile fin da subito toglierlo – è uno schiavo che lavora nelle terra ardente di Calaglia.

Il ragazzo non riesce più a ricordare nulla del proprio passato, è molto altruista e gentile, e ha un forte senso di difesa nei confronti degli altri schiavi: non esita nemmeno un secondo a gettarsi in difesa dei daheniani e non si cura delle possibili ripercussioni sul suo corpo (in quanto incapacitato di sentire dolore) rischiando inconsapevolmente la morte.

Maschera di Metallo

Dall’altra parte abbiamo Shionne, una nobildonna molto affascinante, ma schiava. La povera ragazza porta con sé un grosso fardello, una maledizione che le impedisce di avere qualsiasi contatto fisico con chiunque provi ad avvicinarsi a lei causando nel malcapitato una scarica elettrica.

Fin dalla tenera età Shionne si è quindi tenuta a distanza dal prossimo, crescendo senza aver provato e vissuto i sentimenti che stanno alla base dei rapporti umani.

I due avranno il loro primo incontro durante la rivolta voluta da Shionne per porre fine una volta per tutte alla crudele Disfida Reale. Durante il corso dell’intera avventura, dalla durata di 45 ore circa, verremo a conoscenza di altri quattro protagonisti, che si uniranno a noi nella lotta contro i temibili Lord.

I due protagonisti si toccano

Possiamo dirvi che durante tutta la durata del titolo i vari background narrativi dei sei personaggi, oltre ad essere ben scritti, risultano pure ben integrati nella trama riuscendo a farci riflettere sul ruolo degli oppressori e degli oppressi, un tema legato con un filo stretto con quello della libertà e della schiavitù.

Un gameplay tirato a lucido

La serie Tales of ha da sempre tratto vantaggio da tre punti cardine: il focus sui personaggi e la loro evoluzione, di cui vi abbiamo accennato pocanzi, e il combattimento action in tempo reale. Quest’ultimo è stato stravolto rispetto al passato, riuscendo a far fare un salto di qualità al JRPG di Bandai Namco.

Il sistema di combattimento, fiore all’occhiello delle serie Tales of, si discosta totalmente da quanto visto nei più recenti Tales of Zestiria e Tales of Berseria.

Il contatto con i nemici in Arise avviene sulla mappa, dove saremo noi a dover collidere con l’avversario per poter ingaggiare così lo scontro. Una volta entrati in contatto, verremo portati dentro un’arena nella quale potremo sfoderare le nostre tecniche più micidiali.

Nelle fasi iniziali di gioco sicuramente non vi sentirete soddisfatti nel combattere contro dei nemici “spugna” in quanto all’apparenza insensibili ai vostri attacchi. Ma proseguendo nella storia e con l’aggiunta di altri membri al party vedrete evolvere l’intero combat system, che risulta essere uno dei più frenetici ed appaganti dell’intera serie.

Tales of Arise Combat System

Potrete attuare una diversità di strategie per sconfiggere i nemici più coriacei: ad esempio, vi basterà rompere le loro difese con gli attacchi penetranti che vi permetteranno così di infliggere maggiori danni.

Avrete fin da subito un uso limitato di arti eseguibili, che potrà essere incrementato andando a combinare le stesse o con le schivate, dicendo addio alla cara e vecchia guardia, o tramite l’utilizzo degli attacchi boost.

A condire il tutto intervengono i diversi stili di combattimento dei vari personaggi controllabili, in totale sei. Il titolo riesce a rinnovare il gameplay con lo scorrere dei vari archi narrativi, riuscendo così a stimolarvi con meccaniche nuove ed interessanti.

Un’altra dinamica da imparare e sfruttare bene è quella legata agli Assalti Boost, ovvero degli attacchi mortali eseguiti in coppia con gli alleati quando un avversario è indebolito o dopo una lunga concatenazione di colpi. Con questa meccanica ucciderete all’istante qualsiasi nemico, tranne ovviamente i boss e mini boss.

Rimane presente la modalità Oltre Limite, che in questo nuovo capitolo viene innescata totalmente a caso e quindi non potrà essere favorita dall’utilizzo di determinati oggetti.

Tales of Arise

Le varie battaglie, inoltre, potranno essere interamente affidate all’IA del titolo tramite un apposito menù per le strategie, come quanto similmente visto con il sistema Gambit di Final Fantasy XII, in cui potrete impartire gli ordini ai vari compagni singoli o all’intero gruppo e che verrà gestito dal gioco. Nel caso in cui voleste riprendere il comando, tramite un menù richiamabile potrete ottenere il controllo manuale sui vari membri del party.

Se vi sentite coraggiosi, potrete sfidare le creature di Rena aumentando il livello di difficoltà ottenendo così maggiori ricompense come i materiali rari e punti esperienza: i primi vi serviranno per poter potenziare e sviluppare nuove armi e accessori, i punti esperienza vi daranno accesso ai Punti Abilità da investire in skill tree.

Quest’ultimi potrete sbloccarli anche tramite il proseguo dell’avventura o portando a termine i compiti secondari come missioni secondarie o attività extra.

Un mondo fantastico

L’intero mondo di Tales of Arise è stato ben strutturato, ogni regno di Dahna è caratterizzato da scenari dettagliati in cui i protagonisti potranno muoversi in totale libertà sfruttando il salto, le altezze e tutto ciò che avrete a schermo. Esplorate bene le varie zone perché potrete trovare dei preziosi tesori!

Tales of Arise 21:9
Uno splendore per gli occhi in 21:9

Ogni angolo delle vaste terre è colmo di collezionabili come elementi estetici, ingredienti da raccogliere e attività secondarie da svolgere come la pesca o la cucina.

Tales of al massimo del suo splendore

Il gioco ha fatto il vero salto di qualità su versante tecnico ed è innegabile come i ragazzi di Bandai siano riusciti nell’impresa di svecchiamento della serie. L’Unreal Engine 4 mostra i suoi muscoli e Tales of Arise è proprio bello da vedersi, al di là di alcuni difetti di poco conto come un leggero pop-up o il render distance settato al minimo e immodificabile se non previa file config.

Noi di GameIndustry abbiamo testato il titolo nella sua versione Steam, quindi su PC con a bordo una RTX 2080 Ti e un i9-7900X.

Per il resto a parte la mancanza dei 21:9, che nel 2021 ormai pare un po’ ridicola in quanto è presente perfino in titoli indie, il gioco non ha problemi di frame rate o risoluzione, riuscendo a offrire tutto lo splendore di Rena.

I modelli, qualitativamente parlando, sono ben fatti sia in termini di modellazione, che animazione ed espressione, facendo un vero salto avanti anni luce rispetto a Tales of Berseria, il precedente capitolo, nonostante alcuni modelli ambientali risultino in netto stacco con i personaggi risultando meno definiti e più poveri di poligoni.

Una nota di merito va alle scene d’intermezzo, animate divinamente da Ufotable, e alla colonna sonora affidata al maestro Motoi Sakuraba, che ha lavorato alla serie sin dal lancio del suo capostipite. In generale, quest’ultima è diversificata e piena di brani, alcuni più delicati rispetto ad altri, che non risultano mai ripetitivi o noiosi.

Sequenza animata da Ufotable

Il titolo ha il supporto testuale a diverse lingue tra cui quella nostrana, che con nostra gioia ci ha pienamente convinti anche se in qualche punto sono presenti delle piccole imprecisioni, ma nulla di grave.

Infine, per quanto concerne il doppiaggio, questo è disponibile sia in giapponese che in inglese. Noi abbiamo preferito l’originale in quanto è risultato migliore rispetto alla controparte inglese, grazie anche all’ottimo lavoro svolto dai doppiatori nipponici.

La rinascita di una serie

Tales of Arise è un progetto ambizioso di Bandai Namco atto allo svecchiamento di un brand ormai fin troppo ancorato al suo passato. Rappresenta un salto nel vuoto necessario per poter portare alla rinascita una pietra miliare dell’industria videoludica, soprattutto per quanto concerne il genere degli JRPG, che riesce a farsi spazio nell’olimpo dei titoli più blasonati come Final Fantasy e Dragon Quest.

Per noi il gioco ha superato appieno le nostre aspettative, al netto di alcune banalità nella trama, grazie a una caratterizzazione dei personaggi superba e ad un gameplay rinnovato in maniera efficace, insomma abbiamo di fronte la nuova base della serie per i titoli che verranno in futuro e, se questo è un assaggio, non vediamo l’ora di scoprire cos’altro avrà in serbo la serie Tales Of.

Tales of Arise

Riassumendo

Tales of Arise, progetto nato con l’intento di portare alla ribalta una serie che ormai si avvicina a festeggiare i suoi trenta anni. Bandai Namco questa volta ha fatto il lavoro come si deve con un titolo che riesce totalmente a svecchiare l’intero brand sia in termine tecnico che di gameplay. Ma non è tutto oro quel che luccica, sono presenti alcuni problemi nella trama principale e tecnici di poco conto che speriamo di non vedere più nei prossimi titoli.

Voto Finale
8/10
8/10

Pro

  • Combat System migliorato in todo
  • Una storia per niente banale
  • Personaggi ben caratterizzati con un solido background
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Graficamente ha fatto il salto ma non brilla a causa di alcuni problemi tecnici e texture meno curate
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Nato ad Acireale il 28 giugno del 1996, cresce con le passioni dei videogames e della pasticceria grazie anche ai genitori che gliele hanno tramandate. Due mondi completamente opposti ma che in un modo o nell’altro riesce a farli incastrare. Adora gli RPG ma non disdegna gli altri generi, soprattutto quelli mai esplorati.

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