Death Stranding Director’s Cut – Recensione su PlayStation 5

Fin dal suo primissimo trailer all’E3 2016, il piccolo pargolo partorito da Hideo Kojima nella sua nuova azienda indipendente, a seguito del distaccamento da Konami, ha procurato in egual modo interesse e critiche da parte di tutta la community mondiale di videogiocatori.

E via via con i trailer, le immagini, le speculazioni e i rumor si è incrementato, quasi iperbolicamente, l’hype nell’attesa di questo progetto da parte della neonata Kojima Productions, presa sotto l’ala dalla Sony Interactive Entertainment.

Era l’8 Novembre 2019 e noi tutti stavamo giocando Death Stranding. Finalmente potevamo vedere, giocare, provare con mano l’opera tanto attesa di un maestro. Tutto era perfetto.
Finchè, quest’anno, lui stesso ha voluto annunciare una nuova edizione del gioco, sulla nuova ammiraglia Sony, con nuovi contenuti, anche a livello di trama.

Quindi, carichiamoci dei nostri pacchi, allacciamo bene il nostro BB, e prepariamoci a tornare in un’America scollegata e che ha bisogno di noi, per vedere le novità di Death Stranding Director’s Cut su PlayStation 5.

I’ll Be Waiting For You On The Beach…

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La storia di Sam l’abbiamo già vissuta in molti: il viaggio forzato di un uomo per mantenere la promessa data di compiere una missione, ritrovatosi poi a scoprire quelle che sono le proprie origini in un turbinio di rivelazioni e conflitti che sfociano in uno dei finali più poetici dell’8a Generazione di Console.

Inutile dirlo: la trama di Death Stranding è ottima e rappresenta una delle poche gemme videoludiche in fatto di scrittura, sublime al punto da incantarvi e accompagnarvi lungo le desolate terre di questo mondo dimenticato, e capace di trasportarvi in un vortice di emozioni uniche e una regia eccelsa, con forti ispirazioni cinematografiche.

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In questa nuova edizione del gioco, verrà aggiunta una nuova area inedita, la Ruined Factory, raggiungibile dalla prima area di gioco. Le missioni saranno disponibili al terminale del Distribution Center West di Central Knot a partire già dall’Episodio 2: Amelie per chi avrà ricominciato il gioco, ma si svilupperanno più avanti a fine trama.

Non andremo a dirvi nel dettaglio i risvolti di trama che sono presenti in questo DLC, però vogliamo precisarvi che sebbene sembrino delle semplici missioni di recupero, celano invece citazionismo e delucidazioni su alcune cose che magari ci siamo persi o non ci siamo domandati lungo la nostra run.

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Nel complessivo, siamo rimasti piacevolmente sorpresi del modo in cui è stato collocato, del contenuto di questo DLC e del suo intersecarsi con trama del gioco base, che ricordiamo rimane invariata in questa nuova edizione.

 Together you Can Help Us Reconnect… You Can Make America whole

Questo Death Stranding Director’s Cut vanta un buon quantitativo di contenuti unici e aggiunte pensati per questa edizione, ma che non vanno minimamente a toccare o modificare il gameplay che abbiamo visto all’uscita del titolo due anni fa.

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Quest’ultimo non è stato minimamente toccato dalla sua versione originale, ma presenta alcune aggiunte tali da rendere più semplice, per certi versi, il nostro lavoro di Porter.
Avremo infatti a disposizione il Buddy Bot, già visto nella vecchia versione, che verrà in nostro aiuto seguendoci e portando il nostro carico, o addirittura portando noi a destinazione.

Affidarci a lui sarà un po’ rischioso, in quanto spesso potremmo avere problemi a farlo passare per zone rocciose o popolate dalle BT e per il quale dovremo tener d’occhio le zone da noi connesse, poichè non potrà addentrarsi in quelle sconnesse.

Un enorme aiuto arriva nella zona montana, con la possibilità di creare un’arteria autostradale che attraversa tutta la parte innevata, che una volta potevamo passare facilmente soltanto tramite l’uso e la creazione da parte nostra di un complicato sistema di Fionde, capaci di spostarci agilmente.

Ad aiutarci dalle altezze avremo anche degli stivali in grado di farci “levitare” per un’atterraggio più comodo mentre se volevamo spedire il nostro carico in modo molto originale vengono in soccorso le catapulte, dispositivi che letteralmente “spareranno” i nostri possedimenti presso un luogo da noi scelto, con tanto di atterraggio paracadutistico comandabile.

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Grande implementazione sono le Piste e il Firing Range: nelle prime avremo la possibilità, su più circuiti, di competere contro il tempo e contro i fantasmi anche di altri giocatori per sbaragliare la classifica; mentre il secondo sarà un vero e proprio poligono di tiro, in cui provare le armi e partecipare a piccole missioni di shooting ai bersagli, anche queste a tempo.

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Nuovi supporti, nuovi equipaggiamenti e nuove armi, come la Maser Gun, potente fucile in grado di scagliare cariche elettriche ai nemici e stordirli, in modo da farci passare la zona nella maniera più sicura possibile.

Ci saranno anche ponti chirali, brevi varchi su cui passare e che si disattiveranno con la pioggia, e le rampe per i veicoli, con le quali poter fare alcuni stunt con la moto, perfetti per essere immortalati con la modalità foto.

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Manca anche un’icona del gioco: le nostre amate Monster sono state rimpiazzate dagli Energy Drink della Bridges

Se, ad avventura terminata, vorremmo rivivere alcune delle Boss Fight più iconiche che abbiamo fatto, avremo la possibilità, tramite un menù nella nostra stanza, di scegliere e riprovare quest’ultime, immancabilmente a tempo.

Molto apprezzato è anche il voler portare su console i contenuti esclusivi di Cyberpunk 2077 e di Valve, relegati inizialmente alla versione PC. Avremo a disposizione la moto di V con alcune missioni, oltre a qualche aggiunta cosmetica da poter indossare su Sam.
Esclusiva, invece, la possibilità di personalizzare il nostro BB, con diverse trame e colori per la scocca di quest’ultimo.

Quest'ultimo non è stato minimamente toccato dalla sua versione originale, ma presenta alcune aggiunte tali da rendere più semplice, per certi versi, il nostro lavoro di Porter. Avremo infatti a disposizione il Buddy Bot, già visto nella vecchia versione, che verrà in nostro aiuto seguendoci e portando il nostro carico, o addirittura portando noi a destinazione.

Nota dolente è l’importazione, macchinosa e complicata, dei salvataggi sulla Director’s Cut: infatti, dovremmo avviare la versione PlayStation 4 del gioco e, all’interno di uno dei terminal, esportare il savedata tramite l’opzione apposita.

Ritornare sulle nostre tracce per un ultimo saluto alla scorsa Gen è un gesto assai poetico, ma che si scaglia contro un processo assai tedioso per chi al Day One volesse provare le novità di questa edizione avendolo già completato.

Tra i vantaggi della Director’s Cut su PlayStation 5, oltre ai caricamenti rapidi grazie all’SSD della console, è presente anche l’implementazione del DualSense, in una delle sue migliori forme. Il Feedback Aptico è assai responsivo, riportando fedelmente qualsiasi effetto ambientale e movimento in game, arrivando al ticchettio della pioggia.

Discorso diverso, invece, per i Trigger Adattivi. Contrariamente ad altri giochi, nei quali la controforza data dalle leve avviene nei momenti di guida o shooting, in questo titolo vengono usati per l’equilibrio di Sam. Infatti, se porteremo un quantitativo enorme di peso, questi faranno più forza, immergendoci di più nelle fatiche del nostro protagonista.

I’m Fragile, But I’m Not That Fragile

In questa nuova versione aggiornata del titolo, Death Stranding si riveste in ambito grafico, facendo un enorme salto dalle versioni PlayStation 4, soprattutto grazie alla potenza dell’ultima ammiraglia della casa Sony.

Infatti, il titolo presenta 2 modalità grafiche, da poter scegliere tra “Grafica” e “Prestazioni“, accompagnate da un supporto alla visualizzazione Widescreen (21:9) in letterbox, mentre si differenziano in 1800p upscalati in 4K per la versione performante e 4K nativi per quella grafica.

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Da puntualizzare, però, che per entrambe il frame rate partirà dai 60fps, con alcuni cali in modalità Grafica, mantenendo una risoluzione sempre in 4K. Il Decima Engine di Guerrilla si riconferma un ottimo motore grafico, che restituisce una qualità del level design e dei modelli impressionante, considerando la base del titolo su scorsa Gen.

Messe a confronto, le differenze fra le due modalità si notano a colpo d’occhio: se vi troverete all’interno delle stazioni, il cambio di modalità da “Grafica” a “Prestazioni” farà perdere buona parte delle ombre, oltre a un calo di nitidezza degli oggetti a media e lunga distanza.

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See the Sunset… the Day is Ending…

Altro pilastro, oltre la trama, di Death Stranding è la sua colonna sonora: il lavoro svolto da Ludvig Forssell nel realizzare le musiche di accompagnamento è sensazionalmente sublime, una cura e un adattamento incredibile alle situazioni del gioco.

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Per non parlare della moltitudine di canzoni presenti da altri autori, a partire dai Low Roar per arrivare ai Chvrches, che comparivano casualmente mentre esploravamo questo mondo in rovina. Bene, tornare a sentire queste musiche che già una volta hanno accompagnato questo viaggio sarà totalmente nostalgico per chi l’ha già giocato o incredibilmente spettacolare per i nuovi giocatori.

Inoltre, in questa Director’s Cut, avremo la possibilità di ascoltare, durante le missioni o nella nostra stanza, nuove canzoni, nel particolare scritte da WoodKid, come ad esempio l’emblematica “Goliath“, usata nel trailer di presentazione e che ci accompagnerà nei nostri giri in moto.

A completare il tutto, l’implementazione, come per gli altri titoli PlayStation 5, del Tempest 3D AudioTech, che ci immergerà ancora di più all’interno delle varie ambientazioni del gioco e che sicuramente vi sbalordirà nelle sequenze più concitate.

Once There Was an Explosion…

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Il viaggio di Sam e del suo BB giunge ancora una volta alla fine, in un’edizione migliorata di Death Stranding che conferma le aspettative create e saprà sorprendere di nuovo anche chi ha già giocato il titolo base, mentre incanterà chi ancora non l’ha provato.

Un ottimo lavoro per il team di Kojima Productions, che già aveva sbalordito il pubblico con un porting eccelso del gioco su PC, ora vede riconfermata la nomea con un upgrade tecnico superbo e spettacolare su Next Gen.

Keep on Keeping On!

Death Stranding Director's Cut

Riassumendo

Con la nuova veste di Director’s Cut, Death Stranding si riconferma un grande gioco anche a due anni dalla sua uscita, che riuscirà a sorprendere di nuovo chi l’ha già giocato e chi deve ancora provare per la prima volta il viaggio di Sam.

Voto Finale
9/10
9/10

Pro

  • Ottimo aggiornamento grafico e prestazionale
  • DualSense sfruttato al massimo potenziale
  • Nuove oggetti che ci semplificano il lavoro…
  • La trama si arricchisce positivamente di nuove sfaccettature
  • Comparto sonoro inequiparabile

Contro

  • Gameplay non per tutti
  • Importare i salvataggi è un po’ macchinoso
  • … a volte anche un po’ troppo
Luca Enrico Pio De Iure

Classe ’97, fin da piccolo ha una grande passione per il mondo videoludico e il cinema, che porta con sé all’interno dei suoi lavori.
SMM per GameIndustry.it, presentatore del podcast “Industry of Gamers”

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