Metroid Dread – La nostra prova su Nintendo Switch Oled

Dopo una breve apparizione quasi 10 anni fa, di Metroid Dread, allora nuovo capitolo della famosa saga di casa Nintendo, non abbiamo purtroppo saputo più nulla, dovendo essere uno tra i primi ad arrivare su Nintendo DS.

Il progetto Metroid Dread però ritorna, nelle sapiente mani di MercurySteam, già autori di Metroid: Samus Returns e Castelvania: Lords Of Shadows, mantenendo il tipico fascino dei vecchi metroidvania in questa versione Nintendo Switch.

Grazie a Nintendo abbiamo avuto la possibilità di provare il gioco per un’ora e mezza direttamente sulla nuova ammiraglia della casa di Kyoto, la Nintendo Switch Oled, ed ecco qui i nostro pareri su quanto provato.

Metroid Dread vede la storica Samus Aran risvegliarsi sul pianeta RDZ, sul quale era stata mandata in seguito alla scoperta delle ultime forme rimanenti di Chozo, di cui precedentemente si pensava l’estinzione.
Ma cose oscure accadono su RDZ, e il suo obiettivo diventerà la sua sopravvivenza.

Il titolo si mantiene sullo stile dei suoi predecessori, con ambientazioni 2D e un’azione frenetica e veloce, in un metroidvania all’ennesima potenza.

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Particolare di questo titolo è il suo gameplay: avremo la possibilità di switchare a una mira più precisa a 360° e con una camera predefinita laterale, tale da permetterci più precisione durante le fasi di shooting.

Per sopravvivere su RDZ, Samus avrà a disposizione alcune armi, tra cui l’iconico Raggio Energia e il Braccio Cannone, per farci strada tra i nemici sparandogli o potremo semplicemente colpirli con attacchi melee, facendo attenzione a non subire danno da contatto.

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Libertà di movimento ed azione sono le due caratteristiche di questo gameplay, condito da schivate e attacchi montante per rendere il tutto più speziato e aperto a possibili combo che ci daranno vantaggio sui nostri avversari.

Un grande ritorno è la contromossa, con la quale, appena un nemico attaccherà, avremo la possibilità di parriare, contrattaccare e sferrare un colpo mortale ad esso, difendendoci da una possibile morte certa.

E.M.M.I. o Non-E.M.M.I.

Ma sul pianeta RDZ si nasconde una minaccia più pericolosa: gli E.M.M.I. Questi esseri meccanici che dapprima vennero mandati lì a sicurezza del posto, ora cercheranno a tutti i costi di darci filo da torcere.

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Infatti, sono effettivamente dei Mr. X in grado di oneshottarci se ci prendono, muniti di ricettori uditivi in grado di identificarci dal rumore dei nostri passi o spari. Avremo però una piccola possibilità, con la contromossa, di sfuggire alle loro grinfie, ma sarà tarata al millesimo e la maggior parte delle volte non faremo una bella fine.

Questi nuovi nemici dimostrano un’ intelligenza artificiale decisamente reattiva e furba, capace di farci stare in perenne stato di ansia e angoscia qualora dovessimo entrare in una delle loro aree.

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Dalla nostra avremo però un’unica arma, mono colpo, in grado di distruggere completamente un E.M.M.I. : il Raggio Omega, che però troveremo veramente con il contagocce, quindi da usare solamente contro di loro (o per aprire qualche porta, che non si sa mai).

Nel nostro provato questi nemici ci hanno tartassato abbastanza, rendendoci alcune sezioni di gioco veramente pesanti da passare, soprattutto se alla ricerca della prossima azione da fare con uno di quelli alle spalle.

Tecnicamente parlando…

La prima cosa che passa all’occhio in Metroid Dread è il comparto grafico, con un Level Design veramente ispirato e una cura particolare nei modelli, partendo da Samus per arrivare ai temibili E.M.M.I.

Nell’area che abbiamo potuto esplorare nel nostro provato, il sottoterra del pianeta RDZ, oltre a vantare un buon livello di dettaglio nelle strutture, vedremo i primi nemici, anch’essi molto variegati e sempre pronti a starci alle calcagna.

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Particolarmente angoscianti sono le sezioni E.M.M.I., riconoscibili per il cambio grafica, in cui sia sonoro che video ci metteranno in uno stato continuo di ansia e voglia di uscire al più presto dall’area, in un’immersione quasi totale con il gioco.

Punto a favore di questo titolo sono anche i salvataggi e i check points, posizionati accuratamente in modo tale da non rendere frustrante la nostra partita in caso di morte, vista la possibilità frequente di trovare i nostri amici E.M.M.I.

Sotto il punto di vista prestazionale il titolo ci ha stupiti: su Nintendo Switch Oled in modalità portatile non abbiamo visto né cali di framerate, né caricamenti troppo lunghi, il tutto sul nuovo schermo Oled della console, con contrasti più marcati e colori più vivi.

Anche il comparto sonoro di Metroid Dread è sensazionale, con atmosfere coinvolgenti e una soundtrack che spazia dall’ansioso al dinamismo durante i momenti più concitati, anche se in alcuni punti alla lunga potrebbe tediarvi per la ripetitività delle tracce, ma mantenendo cristallinità e potenza sonora sulla nuova console.

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Noi di GameIndustry.it non vediamo l’ora che sia l’8 Ottobre per poter mettere mano più approfonditamente sulle nuove avventure di Samus con Metroid Dread. E chi lo sa, magari direttamente su Nintendo Switch Oled!

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Luca Enrico Pio De Iure

Classe ’97, fin da piccolo ha una grande passione per il mondo videoludico e il cinema, che porta con sé all’interno dei suoi lavori.
SMM per GameIndustry.it, presentatore del podcast “Industry of Gamers”

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