Astria Ascending – Recensione della versione Nintendo Switch

Astria Ascending è un JRPG Old School che nasce dal lavoro del team Artisan Studios e che colleziona al suo interno importanti collaborazioni.
Assieme ai nomi dello staff europeo, se ne aggiungono altri importanti che appartengono da decenni al mondo degli JRPG: stiamo infatti parlando di esponenti quali Kazushige Nojima, una delle menti dietro le sceneggiature dei Final Fantasy più amati, Hitoshi Sakimoto che si è occupato di creare colonne sonore di tutto rispetto come quelle di Vagrant Story o del più recente 13 Sentinels: Aegis Rim, per non parlare di Akihiko Yoshida, il game artist dietro moltissimi Final Fantasy e i più recenti NieR.

Astria Ascending, quindi oltre a voler porre le sue basi su un genere classico, frutta la bravura di maestri del settore. Vi invitiamo, allora, a proseguire nella lettura in modo da svelarvi se Artisan Studios è riuscita nell’intento di creare un JRPG degno dei vecchi Final Fantasy e, soprattutto, se il gioco è perfetto o meno per Nintendo Switch.

Bentornati nel mondo di Orcanon

Questo incipit potrà suonare strano, ma prima di addentrarci nella storia e nel mondo di Orcanon è giusto precisare che Astria Ascending nasce a seguito di un precedente lavoro di Artisan Studios, Zodiac: Orcanon Odyssey, uscito nel 2015 per iOS.

La storia del gioco è, infatti, stata re-immaginata da Kazushige Nojima, il quale ha avuto il compito di riscrivere non solo la trama del gioco, ma anche l’arco narrativo dei diversi protagonisti al suo interno.

La protagonista di Astria Ascending è la 333ª Compagnia di Semi-Dei (Demi-God), formata da otto eroi che hanno il compito di combattere i Noise per ripristinare l’ordine nel regno di Harmonia. Sebbene rientrare in questo gruppo di prescelti consenta di ottenere un enorme prestigio sociale, per quest’ultimi rappresenta anche una condanna a morte.

I nostri protagonisti, capitanati dalla guerriera Ulan, decidendo di servire la dea Yuno avranno in cambio di poteri immensi ma, allo stesso tempo, hanno ben chiara la consapevolezza che dovranno morire con onore per poi ascendere dopo tre anni.

In particolare, la storia dei nostri eroi comincia tre mesi prima di questo fatidico e inevitabile evento che porterà a cambiare i destini dei nostri Demi-God.

Ci piace sottolineare il fatto che i membri della nostra compagnia sono tutti adulti appartenenti a diverse razze, il che porta avanti tematiche come la genitorialità, cosa lasciare in eredità dopo il sacrificio, ma anche temi come il razzismo, presente all’interno del mondo di Orcanon viste le numerose razze che cercano di coesistere alle volte in un delicato equilibrio.

Sebbene vi siano queste ottime premesse narrative che sicuramente instillano nel giocatore una certa curiosità, quest’ultime non sono ben volute dai ritmi lenti di narrazione delle fasi iniziali che, alle volte, potrebbero dar voglia al giocatore di terminare la sua partita. Al giorno d’oggi l’assenza di una modalità accelerata di scorrimento dei dialoghi, ma anche l’impossibilità stessa di mandarli avanti premendo un tasto una volta letta la schermata, risultano frustranti e una perdita di tempo immotivata.

Un altro sostanziale difetto all’interno della narrazione sta nell’impossibilità di avere degli effettivi approfondimenti: anche quando un personaggio cerca di fare un cenno ad un’introspezione, viene quasi troncata con delle battute di un altro compagno. Non riusciamo a capire fino in fondo il motivo di questa scelta, tuttavia sapendo che giochiamo con dei condannati a morte, sarebbe stato piacevole conoscere di più sui loro sentimenti verso il mondo.

Non solo JRPG

Nella nostra introduzione abbiamo classificato Astria Ascending come un JRPG Old School, ma non è solo questo.

Le fasi esplorative del gioco sono caratterizzate da espedienti tipicamente platform che riescono ad allontanare dalla monotonia delle battaglie. Ogni dungeon sarà, infatti, caratterizzato da situazioni in cui dovremo saltare o risolvere degli enigmi ambientali per proseguire. Ad aiutarci nelle diverse risoluzioni ci verrà in aiuto un anello magico che, dapprima ci consentirà solo di stordire i nemici o accendere determinati interruttori, ma che proseguendo nel cammino avrà ulteriori poteri come quello di bruciare alcuni ostacoli o manipolare l’acqua. Questo è un classico escamotage per dare al giocatore la possibilità di ritornare sui suoi passi per raccogliere collezionabili e aprire ulteriori scrigni nascosti.

La decisione inerente a questo tipo di esplorazione si rifà molto a quella che era la visione mobile di Zodiac: Orcanon Odyssey. I puzzle ambientali, inoltre, non spiccano per difficoltà. Infine, il fatto che il gioco sia in 2D sottolinea certi difetti come la mancanza di transizioni durante i viaggi rapidi e le animazioni del combattimento che risultano meno fluide.

Parlando di combattimenti, qui probabilmente si mostrano i maggiori punti forti del gioco.

Astria Ascending prende quanto c’è di buono nel battle system di giochi come Bravely Default o gli Shin Megami Tensei e cerca di dargli un nuovo volto che lo identifichi.

I combattimenti si basano su un classico sistema a turni in cui il parametro di agilità consentirà di attaccare o meno prima dell’avversario. Tuttavia, il suo punto di forza e allo stesso tempo di debolezza sta nel fatto che l’intero modus operandi in battaglia è pesantemente condizionato, scusate il gioco di parole, dai punti deboli degli avversari.

Ma perché diciamo questo? Quando il nostro team si ritroverà di fronte al nemico dovrà innanzitutto trovare il punto debole degli avversari per iniziare ad accumulare i Focus Point che ci consentiranno di potenziare i nostri attacchi fisici e magici fino al 200%. Tuttavia, il nostro avversario potrà fare la stessa cosa nel caso lo colpissimo con attacchi fisici o magici per cui ha la resistenza.

Questo meccanismo comporterà un approccio strategico in ogni battaglia e con ogni avversario. Certo, dalla nostra avremo anche la possibilità di accumulare i FP tramite l’apposito comando “focus” (come accadeva col comando “brave” in Bravely Default) oppure di sperimentare nei combattimenti sacrificando il turno per cambiare un alleato e facilitarci la ricerca del punto debole.

Questo tipo di approccio strategico potrebbe quindi diventare punitivo in quanto anche lavorando sul level up dei personaggi, in caso di difficoltà nel superare un boss, non ci darà la certezza di riuscire nella sfida, costringendoci per forza ad uno sforzo tattico o all’abbassamento della difficoltà.

Infine, un altro difetto rilevato nel corso delle battaglie: la mancanza di un indicatore dei turni penalizza la componente strategica del titolo e rende poco chiaro quando conviene investire punti in agilità e riuscire ad avere sempre un vantaggio sul nemico.

Ritorno in pompa magna del Job System

Il sistema di combattimento di Astria Ascending è ben supportato dal Job System del gioco. Ogni personaggio, infatti, può avere a disposizione diverse abilità che saranno più o meno utili in battaglia per colpire le debolezze dei nemici.

Tali abilità si apprendono attraverso l’Ascension Tree, un sistema di sviluppo in cui muoversi e piazzare dei punti abilità specifici, ottenibili in battaglia. A questi si aggiungono anche gli Stat Orb che potranno essere investiti per accrescere le diverse statistiche del personaggio e potenziarlo in base alle nostre necessità.

I personaggi, sebbene all’inizio del gioco abbiano dei ruoli ben definiti e distinguibili, non per forza devono rimanere all’interno di quei binari. Ogni personaggio potrà contare sulla possibilità avere fino a quattro classi differenti: job base, main job, support job e sub job.

Un ulteriore vantaggio che il gioco offre grazie al suo Job System è relativo al fatto che il giocatore non è costretto a cambiare la classe del personaggio per sfruttare determinate abilità: infatti, ogni abilità che verrà appresa dai protagonisti sarà sempre a disposizione a prescindere dalla classe selezionata in quel momento. Il gran numero di abilità potrebbe confondere all’inizio, ma la pratica è la migliore alleata in questi casi.

Investire nell’Ascension Tree porterà anche all’apprendimento della Cosmo Break, una potentissima abilità attivabile esclusivamente tramite il caricamento dell’apposito indicatore. Quest’ultimo andrà riempendosi esclusivamente utilizzando le abilità specifiche del Job che si sta utilizzando in quell’istante.

Cosa fare in giro per Orcanon

Sebbene l’esplorazione dei dungeon e i combattimenti rappresentino il nucleo portante del gioco, è bene sottolineare il fatto che, come ogni JRPG che si rispetti, ci sono delle attività secondarie che arricchiscono il gameplay di Astria Ascending.

Tra queste, indubbiamente, spicca il J-ster, ossia un minigioco che ricorda il Triple Triad di Final Fantasy VIII, che al posto delle carte sfrutta dei token ottenuti dai nemici.

Questi token vengono disposti su una plancia di gioco ad esagoni. Sui bordi del tavolo di gioco ci sono dei segni che, in concomitanza alla potenza della carta, facilitano o meno la conquista dell’intero campo di gioco, rovesciando le pedine avversarie. Quasi tutti gli NPC all’interno di Astria Ascending possono accettare la sfida e ciascuno di loro ha con sé delle pedine uniche. Questo minigioco rappresenta un passatempo gradevole che spezzerà un po’ la monotonia delle battaglie assieme alle classiche missioni secondarie.

Ma esiste un’altra cosa che non bisogna prendere alla leggera in Astria Ascending: godersi l’intero comparto design del gioco, per non parlare della colonna sonora.
Il lavoro di Akihiko Yoshida si nota ed è un piacere per gli occhi. Yoshida è riuscito a creare degli scenari meravigliosi e variegati. Tutti i fondali sono disegnati a mano ci fanno immergere tra città, deserti, templi e grotte sempre peculiari e suggestive, rendendo gli spostamenti nelle ambientazioni un piacere per gli occhi.

Un lavoro magistrale è anche quello svolto sui personaggi. Tutti i modelli dei diversi job dei nostri protagonisti sono originali e ciascuno diverso dall’altro in base anche alla razza del demi-god preso in considerazione. Difficile non apprezzare tutto ciò lungo il corso dell’avventura.

Infine, ci teniamo a sottolineare anche l’eccellente lavoro delle musiche di Hitoshi Sakimoto. Il compositore è riuscito a comporre dei brani piacevoli e coinvolgenti per tutto il corso dell’avventura. Sicuramente alcuni di questi resteranno indelebili nella memoria. Inoltre un cenno va fatto anche al lavoro impeccabile svolto in fase di sound design.

Astria Ascending su Nintendo Switch

Come accennato nell’introduzione, noi di GameIndustry.it abbiamo giocato il titolo nella sua versione per Nintendo Switch.
In questa sede il gioco si è comportato bene non mostrando cali di fps e rispondendo ottimamente all’input comandi.

Tuttavia, il gioco ha mostrato le sue più grandi pecche in modalità portatile e relativamente all’interfaccia.

Nello specifico, ci teniamo a sottolineare che i caratteri delle scritte in-game risultano troppo piccoli per essere letti con facilità. Il problema si riesce ad ovviare esclusivamente nei dialoghi in quanto nelle impostazioni è possibile ingrandire i caratteri, ma per quanto riguarda il menù di gioco o ulteriori schermate, restano tutti nella modalità di default.

Speriamo vivamente che una patch possa ovviare il problema, perché il gioco in modalità portatile trova il suo ambiente ideale.

Conclusioni

Astria Ascending è un JRPG dalle forti basi e che può farsi strada all’interno della categoria Old School del genere.

Nonostante il lavoro di Nojima, il gioco non mostra particolare originalità per quanto concerne la trama, anche se il sistema di sviluppo e combattimento riescono ugualmente a trovare una loro dimensione identitaria. Non possiamo dire la stessa cosa per quanto riguarda la fase esplorativa e platform, poiché non vengono esaltati da una risoluzione dei puzzle ambientali accattivanti, ma nonostante questi difetti ciò fanno il proprio lavoro, ossia intrattengono il giocatore.

Una menzione onorevole è da fare al lavoro artistico svolto per i personaggi e gli scenari che assieme alla colonna sonora rendono tutto molto suggestivo e difficilmente dimenticabile.

Alle note positive, si aggiungono quelle negative relative all’impossibilità di scorrere velocemente tra un dialogo e l’altro e, nel caso specifico di Nintendo Switch, la mancanza di un’opzione che ingrandisca i caratteri delle scritte in-game quando la console è in modalità portatile.

Astria Ascending

Riassumendo...

Astria Ascending si caratterizza all’interno del panorama dei JRPG Old School grazie al suo modo peculiare di vedere il combat system a turni. Trae spunto da tantissimi capolavori del suo genere, grazie anche ad importanti collaborazioni, riuscendo infine a trovare la sua strada. Peccato che le fasi platform non siano particolarmente ispirate, seppur gradevoli. Ottimo il comparto audio e artistico, un po’ meno la resa in modalità portatile su Switch.

Voto Finale
7/10
7/10

Pro

  • Comparto artistico.
  • Sistema di combattimento.
  • Trama accattivante.

Contro

  • La trama carbura troppo lentamente.
  • Fasi platform semplici.
  • Caratteri delle scritte troppo piccoli per la modalità portatile di Switch.
  • Impossibilità di avanzare velocemente durante i dialoghi.
Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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