Back 4 Blood – Gli Zombie ritornano su PC

Era il lontano 2008, quando una piccola azienda, assorbita dentro l’allora in espansione colosso videoludico di Gabe Newell, Valve, sfidò il mercato dei videogiochi con un nuovo approccio agli zombie games.

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Turtle Rock Studio, conosciuta al tempo Valve South, portò sul mercato Left 4 Dead, seguito l’anno successivo da Left 4 Dead 2. Due pilastri degli FPS a tema Zombie su PC, divenuti ispirazione per tutti i titoli del genere e dei quali i server ancora oggi sono gremiti e sostenuti dalla fanbase.

Dopo il distacco da Valve e il tentativo di portare avanti un progetto purtroppo fallito, come Evolve, che sebbene avesse del potenziale su carta fu abbandonato dalla community, di questo studio si sono avuti soltanto alcuni glimpse su lavori per Oculus.

Turtle Rock Studios, però, ha voluto riprovarci, volendo riportare il genere allo splendore di allora e, durante il The Game Awards 2020, ha annunciato il suo nuovo gioco, pubblicato da Warner Bros Interactive Entertainment: Back 4 Blood, una nuova avventura adrenalinica a colpi di shotgun e zombie di ogni tipo.

Ma come sarà questo titolo? Armiamoci di mazze chiodate, mitragliatori e sistemiamo le nostre carte abilità: si entra nel vivo di Back 4 Blood con questa recensione su PC.

Launch trailer di Back 4 Blood

Non rimarranno morti…

Il pianeta Terra, ancora una volta, è al centro di una catastrofica epidemia: la maggior parte dell’umanità si divide tra morti o infetti. Il parassita “Verme del Diavolo“, infatti, ha contagiato migliaia di persone, trasformandole in creature simili a zombie, chiamati “Infestati“.

Noi faremo parte di una delle piccole cellule superstite al virus ed agiremo contro questi infetti sotto il nome degli “Sterminatori“, nel nostro caso un gruppo di 8 persone dalle origini più disparate e disposte a tutto pur di sopravvivere.

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L’ arco narrativo del gioco si divide in 4 macro sezioni chiamate Atti, a loro volta divisi in svariati capitoli: Reviviscenza, Chiamata alle Armi, Più Lontano e L’ abominio, affrontabili da soli accompagnati dai bot o in compagnia di amici o giocatori casuali con 3 livelli di difficoltà, quali Recluta, Veterano e Incubo, nei quali varia il livello di Fuoco Amico e Punti Rifornimento.

Con 33 Missioni da svolgere, il nostro playthrough è durato all’incirca sulla quindicina di ore, ma il suo punto forte risulta essere la rigiocabilità, in quanto potremmo riaffrontare insieme ad altri giocatori anche un singolo episodio della trama, magari provando un equipaggiamento diverso, o un personaggio con un altro set di carte.

Sciame e i nostri nemici

Oltre alla classica modalità campagna in cui affronteremo i nostri nemici comandati dall’IA, Back 4 Blood aggiunge la modalità Sciame, un PvP in cui sceglieremo se schierarci dalla parte degli Sterminatori o degli Infestati in una lotta all’ultimo sopravvissuto a tempo.

Avremo la possibilità di indossare i panni di 8 personaggi, ognuno con caratteristiche e abilità diverse, che offrono Resistenze extra a certi tipi di danno fino a slot aggiuntivi nell’inventario, con armi base che cambiano a seconda di chi vorremmo interpretare.

Stessa cosa varrà per gli Infestati: sia l’IA che i giocatori PvP avranno a disposizione diversi tipi di Infestati, divisi in Colossi, Accuminati e Maleolenti, ognuno con diverse abilità e potenziamenti da utilizzare per poter seminare terrore.

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Nel complesso, la trama e le modalità di Back 4 Blood ci sono piaciute, soprattutto per l’elevato fattore “Rigiocabilità“, che però non riguarda tutti i giocatori e che alla lunga potrebbe stancare i giocatori meno entusiasmati per il titolo.

La cantina è il posto più sicuro!

Pad o tastiera alla mano e Back 4 Blood aperto, ci ritroveremo in un FPS Zombie tipico del genere, con sezioni di orde e azioni da compiere per proseguire, ma che presenta qualche piccola novità.

Il gunplay è ottimo: nonostante lo scarso numero di armi, di cui spesso potremo trovare modelli identici, ma con caratteristiche maggiorate, il feeling che ne deriva dallo shooting è abbastanza realistico e i modelli delle armi risultano molto dettagliati.

Prima di partire in spedizione per divertirci a sgominare orde di zombie, ci troveremo nel nostro hub centrale, ovvero Fort Hope, un accampamento nel mezzo del nulla che raccoglie noi Sterminatori.

Avremo a disposizione un poligono di tiro dove far pratica e diversi personaggi che ci permetteranno di personalizzare le nostre armi e mazzi, unirci a una partita e sbloccare le carte tramite le Linee di Rifornimento.

All’ inizio di ogni capitolo, quando ci ritroveremo nel Rifugio prima di iniziare la missione, avremo la possibilità di recuperare qualche munizione ed accedere al Mercante, una cassa con la quale, spendendo i punti guadagnati e trovati durante le partite, potremo comprare potenziamenti per le armi, oggetti da usare e a volte addirittura le Carte.

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Questa cassa purtroppo è accessibile solo in fase di preparazione, quindi sarà vostro dovere valutare bene cosa comprare e in che quantità per affrontare il livello che ci troveremo davanti, soprattutto per i medikit e le bombe da lanciare sugli infetti.

Volevi un mazzo di Carte?

A distinguere Back 4 Blood dagli altri zombie game è un particolare sistema RPG basato sui Mazzi di Carte. Potremo infatti personalizzare un deck di carte potenziamento creando diversi mazzi da poter scegliere prima di iniziare ogni nostra partita, dai quali potremo scegliere ad ogni capitolo alcune carte da aggiungere.

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L’ ordine con cui creeremo il mazzo determinerà l’uscita delle carte, mettendoci in condizione di organizzare per bene la disposizione di quest’ultime per combinarne gli effetti. Inutile dirlo, il gioco di squadra conterà molto e poter avere combinazioni di carte assieme ai nostri alleati gioverà soltanto alla nostra riuscita del capitolo.

Oltre a questi nostri potenziamenti, verranno automaticamente scelte le Carte Corruzione dal Game Director, un’entità IA che deciderà quali missioni e malus prenderemo durante la partita. Ogni giocata è diversa: non capiterà di nuovo di ritrovarsi nella stessa situazione, aumentando il valore della varietà a cui andremo incontro.

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Al termine di ogni capitolo riceveremo dei Rottami per i nostri risultati, che potranno essere spesi alle Linee di Rifornimento per ottenere nuove Carte, personalizzazioni per le armi e per i nostri personaggi, il tutto pronto da schierare in campo nel nostro prossimo mazzo che realizzeremo.

Il mix corretto con Sterminatori giusti, buoni mazzi di carte ed equipaggiamento potrà rendere le partite assai interessanti anche ai livelli di difficoltà più alti.

Quando non ci sarà più spazio all’inferno, i morti cammineranno sulla Terra

Grafica

Back 4 Blood, sotto il lato grafico, non ci ha entusiasmato particolarmente, poichè sembra abbastanza vittima del tempo, presentando in alcuni punti dei modelli di scarsa fattura, che vanno a stonare con il resto dell’ambientazione.

Ammiriamo però la presenza di mappe molto grandi da esplorare e per la loro ricchezza di dettagli, con un level design azzeccato che ci trasporta in location macabre, spesso buie e a volte molto particolari.

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Anche i modelli dei personaggi presenti in gioco fanno da eccezione: oltre ad averli trovati molto ben caratterizzati e assai familiari nel loro background, il loro character design spicca abbastanza. Anche i macabri Infestati sono il risultato di una buona costruzione poligonale, rendendoli molto spesso fin troppo spaventosi.

Sotto il lato prestazionale, Back 4 Blood ci ha stupito: la nostra review viene al momento fatta su un Ryzen 1700x accoppiato con una RTX 2080 e 16GB di RAM, il tutto con dettagli al massimo, senza mai avere cali sotto i 60FPS anche in risoluzione 4K.

Ci saremmo aspettati l’implementazione del Ray Tracing, una mancanza che purtroppo si fa sentire su un titolo del genere, potendo giocare sulla poca e fievole illuminazione che presentano gli ambienti a cui andremo incontro.

Sonoro e OST

Il comparto sonoro che permea Back 4 Blood è decisamente buono: le nostre scazzottate e mitragliate verso gli Infestati hanno un ottimo livello di realismo, soprattutto quando all’improvviso sentirete il verso di qualcuno che vorrà fare di voi il suo pasto.

La colonna sonora che ci accompagnerà in questo mondo distrutto reagisce bene alle situazioni a cui andremo incontro, calcando nei momenti più agitati e rimanendo di sfondo durante le parti più solitarie, a volte lasciandoci in un flebile silenzio mentre cerchiamo di evitare una possibile orda.

Degna di nota, è anche la localizzazione del gioco, che presenta sia i testi, sia il doppiaggio completamente in italiano (cosa molto rara per questo genere) realizzato in modo discreto e che non stona con i personaggi, ma che a volte potrebbe risultare abbastanza tedioso.

Ok è morto… Andate a prenderlo, ce n’ è un altro da fare arrosto!

Turtle Rocks Studios, con Back 4 Blood, ha voluto ritornare sui vecchi passi, riproponendo un FPS Zombie con elementi RPG davvero interessante, il tutto confezionato in un buon gioco che saprà intrattenere una buona fetta dei videogiocatori, soprattutto per la modalità cooperativa.

L’ alta rigiocabilità purtroppo funge da medaglia a due facce: seppur aumenti la longevità del titolo, allo stesso tempo lo condanna all’essere bloccato in una spirale di ripetitività infinita che al giocatore potrebbe non andare a genio.

Il futuro di questo gioco, come tutti gli altri titoli come questo che vivono di un supporto continuativo, sarà da vedersi, ma già gli sviluppatori hanno confermato 3 DLC e nuove Carte che verranno pubblicati prossimamente, indice di buona volontà nel portare avanti questo ambizioso progetto.

Back 4 Blood

Riassumendo

Back 4 Blood si rivela essere un gioco dall’altissimo potenziale, soprattutto in rigiocabilità, che però può essere sia la sua lode, sia la sua condanna. Nonostante alcuni modelli risultino di scarsa qualità, il gioco è fluido e permette ore di divertimento a chi si vuole avventurare in questo mondo apocalittico.

Voto Finale
7.5/10
7.5/10

Pro

  • Alta rigiocabilità…
  • Comparto sonoro e localizzazione buoni
  • Massima personalizzazione dell’esperienza di gioco
  • Varietà nei modelli di armi e personaggi

Contro

  • …che potrebbe stancare il giocatore
  • Modelli a volte low quality
Luca Enrico Pio De Iure

Classe ’97, fin da piccolo ha una grande passione per il mondo videoludico e il cinema, che porta con sé all’interno dei suoi lavori.
SMM per GameIndustry.it, presentatore del podcast “Industry of Gamers”

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