The Dark Pictures: House of Ashes – La recensione di un male passato

Dopo averci lasciato con un po’ di amaro in bocca con il precedente capitolo, la saga episodica horror concepita da Supermassive Games e pubblicata da Bandai Namco torna nuovamente con il suo ultimo lavoro dal titolo The Dark Pictures: House of Ashes, disponibile dal 22 Ottobre 2021.

Il titolo, ormai di cadenza annuale, vuole farci immergere in una situazione nuova il cui unico collante è rappresentato dalla figura del Curatore, un narratore atipico che ci metterà in guardia dai pericoli che andremo ad affrontare. A partire dall’incontro con questo insolito individuo, il destino dei nostri protagonisti sarà completamente nelle nostre mani.

Dove comincerà la nostra avventura stavolta? Saremo portatori di vita o di morte? Saprà mantenere fede al suo filone horror? Proseguite nella lettura per avere le risposte.

Qual è la storia?

Dopo un interessante prologo, del quale non vi anticipiamo nulla, veniamo rimandati nell’Iraq del 2003, in cui si è appena conclusa la guerra contro Saddam Hussein. Gli americani stanziati nel paese hanno il compito di trovare gli armamenti nascosti di quest’ultimo ed è in questo contesto che faremo la conoscenza dei primi quattro protagonisti: Eric, Rachel, Nick e Jason.

Gli eventi principali prendono realmente avvio quando la squadra, guidata da Eric, arriverà nella zona indicata dal satellite del sistema Kletus, posto che si presuppone contenga questi famosi armamenti. Inutile dire che questo luogo diventerà zona di guerra tra americani ed iracheni, uno dei quali diventerà il nostro quinto protagonista: Salim.

A seguito di un terremoto, i nostri cinque protagonisti precipiteranno all’interno di un antico tempio in cui è celata una remota minaccia. Chi sopravviverà? Starà al giocatore deciderlo.

La narrazione è l’anima di questa tipologia di gioco. La trama si basa sui classici temi horror relativi alla paura del buio, dell’ignoto e della persona che ci ritroviamo accanto.

Sebbene le premesse siano interessanti, resta davvero tutto telefonato. Non ritroviamo tutto ciò che rappresenta l’horror: inquietudine, paura e i jump scare.
I diversi eventi che si sviluppano spesso non rispettano i tempi narrativi e certe situazioni conflittuali che si creano tra i personaggi sono inverosimili all’interno di un contesto dove è importante la sopravvivenza. Senza contare che non esiste realmente una novità che caratterizza la trama: prendete tutti i cliché, shakerateli approssimativamente ed ecco The Dark Pictures: House of Ashes, una storia che può colpirti solo se non hai mai visto un film.
Tralasciando questo dettaglio non indifferente, le vicende dei nostri protagonisti intrattengono abbastanza da non abbandonare il titolo fin dalle prime battute.

Quale gameplay?

Gli eventi del gioco si sviluppano grazie all’azione dei giocatori che si divideranno in situazioni in cui ci sarà la “libera esplorazione” della stanza e momenti in cui i QTE la faranno da padrone: spunteranno nei momenti decisionali, durante i movimenti nelle fasi di azione e per incrementare o meno le affinità tra i personaggi, i cui livelli sono visualizzabili all’interno del menù di gioco.

Quasi tutte le fasi narrative, saranno svolte in coppia ed è per questo che il gioco spinge l’utente a giocare il titolo con un amico online oppure in locale. Questo influenzerà parecchio il divertimento e consentirà di capire se chi hai accanto è amico o nemico nella sopravvivenza.

Se The Dark Pictures: House of Ashes da questo punto di vista dà il suo meglio, resta ugualmente godibile anche in single player anche se in questo modo incrementano notevolmente le scene scriptate.

Ovviamente, è inutile dire che il gioco è rigiocabile nella misura in cui il giocatore voglia scoprire tutte le ramificazioni a livello di scelte. Possono sopravvivere tutti o nessuno.

Anche se alla fine risulta abbastanza semplice creare soluzioni per far sopravvivere uno dei protagonisti rispetto ad un altro, pianificare come e quando.

Durante la traversata, sarà possibile, inoltre, recuperare dei collezionabili che amplieranno la lore del gioco e, allo stesso tempo, daranno al giocatore delle “premonizioni”, ossia un flash di quello che potrebbe accadere nel corso della trama.

Il comparto tecnico funziona?

Il gioco è stato avviato su una Xbox Serie S, la quale non ha mostrato alcun tipo di difficoltà durante le sessioni di gioco.

Se esaminiamo il comparto grafico, però, ci ritroviamo dei problemi che vanno al di là della performance della piattaforma su cui giochiamo, a partire dai protagonisti. Pur avendo sfruttato attori reali a dare i volti e i movimenti ai diversi personaggi, il motion capture non è dei migliori. Ciascuno di loro resterà molto plasticoso, spesso con lo sguardo vacuo e i personaggi non riescono mai a cambiare posa della testa in modo da guardarsi allo stesso livello o, più banalmente, negli occhi.

Anche i movimenti dei protagonisti che ci ritroveremo a manovrare di volta in volta durante le fasi di esplorazione risultano legnosi e non armonici. Infine, è anche abbastanza snervante il movimento della telecamera, che, voluto o meno, risulta sempre limitato.

Per quanto concerne i suoni e la colonna sonora, svolgono tranquillamente il loro lavoro, senza però essere memorabili.

Conclusioni

The Dark Pictures: House of Ashes è un gioco che pone le sue basi sul comparto narrativo che, nonostante non porti nulla di nuovo e risulta il più delle volte prevedibile, intrattiene per le 5-6 ore di durata della campagna.

Il titolo dà il suo meglio se giocato in compagnia, ma regala qualche soddisfazione anche in single player.

Peccato che il comparto tecnico non risulti all’altezza in ogni suo aspetto. Ci auguriamo che nel prossimo capitolo della saga ci sarà un ulteriore miglioramento, già presente, comunque, in questo terzo pezzo del puzzle.

The Dark Pictures: House of Ashes

Riassumendo...

The Dark Pictures: House of Ashes è un gioco narrativo, basato sulle scelte e qte, che intrattiene senza però brillare particolarmente nella sua trama. Questo capitolo dà il meglio di sé giocato in modalità cooperativa. Peccato per le diverse pecche nel comparto tecnico che minano l’esperienza trasformandone la componente horror.

Voto Finale
6.5/10
6.5/10

Pro

  • Una trama che intrattiene.
  • Modalità cooperativa.
  • Rigiocabilità.

Contro

  • Comparto tecnico discutibile.
  • Trama non brillante.
  • Non è realmente horror.
Maria Chiara Plances

Sicuramente, per trovarsi in un sito che parla di videogiochi e del mondo nerd, non può essere amante dell’uncinetto… Anche se non disdegna le patatine fritte.

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