Pokémon Perla Splendente – Recensione dei remake dal sapore nostalgico

Come ormai Nintendo ci ha abituato, durante il mese di Novembre un nuovo titolo legato ai mostriciattoli tascabili giunge sulla console del momento. L’ultima volta vi avevamo lasciati con il secondo DLC di Spada e Scudo, il quale è andato a porre le basi per il futuro della serie con il ritorno di Diamante e Perla e l’innovativo Leggende: Arceus.

Quest’oggi noi di GameIndustry.it grazie a Nintendo che ci ha fornito una copia del titolo siamo qui per portarvi nel lontano 2006 grazie appunto ai remake della 4° Generazione Pokémon che, sulla carta, promettono di essere fedeli agli originali, ma sarà davvero così?

Sinnoh era e Sinnoh rimane

GameFreak da diversi anni propone dei remake dei vecchi titoli principali. Questa operazione di svecchiamento è cominciata nel 2004 con Rosso Fuoco e Verde Foglia, seguita poi da Cuore Oro e Anima Argento e così via fino alla quarta generazione rappresentata da Diamante Splendente e Perla Lucente.

Con ogni remake veniva ripreso il capitolo originale e riproposto con una grafica più moderna e funzioni che andavano a sfruttare le varie tecnologie messe a disposizione dalla console Nintendo di turno, alcune volte venivano usati come rampa di lancio per funzioni innovative, come l’adattatore wireless dato insieme ai primi due remake, che andava a portare la connettività senza fili sul GameBoy SP.

Tuttavia, per la prima volta nella storia delle serie, Game Freak non ha lavorato a questi ultimi due capitoli principali. Quest’ultimi, infatti, sono stati commissionati ad ILCA, azienda esterna che in passato ha lavorato a Pokémon Home.

Rowan il professore

Come espresso nell’introduzione, la parola chiave di questa recensione è “fedeltà”. Questo perché i titoli sono quasi fin al minimo dettaglio, delle trasposizioni 1:1 che non aggiungono delle grosse novità o modifiche atte a risolvere i problemi del passato.

La storia rimane pressoché identica, è raro vedere stravolta la trama principale in questo tipo di operazioni, Final Fantasy VII Remake è uno dei pochissimi casi che osa e ci riesce. Quindi che cos’è realmente cambiato rispetto al 2006?

Si torna in miniera e non solo

È presto detto. La prima e pure quella più corposa innovazione è l’ampliamento dei sotterranei divenuti Grandi Sotterranei. In passato i sotterranei erano delle aree cunicolari nelle quali potevate cercare preziosi e fossili, inoltre vi era possibile installare la propria base segreta. Nei remake tutto questo è stato migliorato a 360°, ma partiamo con ordine.

Dite addio ai tunnel e salutate gli enormi biomi nascosti al loro interno, ogni bioma proporrà pokémon di uno specifico elemento e lo si potrà vedere scorrazzare per l’area: infatti, qui non vi è il random encounter, vi basterà collidere con il mostriciattolo per poter entrare subito in battaglia.

Il mini-gioco dello scavatore viene riposto con le medesime meccaniche del passato, solo che questa volta i fossili saranno veramente rari.

Altare di Rayquaza

La seconda novità di rilievo è il Parco Rosa Rugosa. Quest’ultimo sostituisce il Parco Amici, sarà disponibile una volta battuta la lega e vi servirà per poter ottenere i leggendari delle generazioni precedenti attraverso l’utilizzo di bizzarre piastre ottenibili soltanto nei Grandi Sotterranei.

Sono sempre presenti le gare, che vedono l’introduzione di un nuovo mini-gioco al posto dei precedenti. Dovrete premere in tempo un tasto e portare a termine la performance. Ricordatevi di abbellire le vostre ball con gli adesivi per poter ottenere più punti.

Gare Pokémon

Infine, vi è un insieme di migliorie legate alla “qualità della vita” ormai presenti nei capitoli più recenti, come il condividi esperienza, la conversione delle MN da mosse ad azioni da utilizzare senza l’ausilio del Pokémon sacrificale di turno: sì, dite addio al vostro Bidoof pieno di MN.

Ma vi sono delle criticità, a parer nostro, dovute a queste scelte. Intanto partiamo dal condividi esperienza che stranamente in questo capitolo è perennemente attivo e non potrà essere disattivato, questo faciliterà di molto il gioco visto che viene dimezzato il tempo da dedicare al grinding, inoltre la mancanza delle MN fanno perdere quel senso di esplorazione presente in passato e che vi “obbligava” a dover sacrificare uno slot da dedicare al Pokémon con tali mosse.

MN

Aggiungiamo anche il fatto che l’IA è stata semplificata ulteriormente, molte volte ci è capitato di ritrovarci in situazioni di game over ma l’avversario invece di utilizzare una mossa da danni inizia a utilizzare mosse da stab dandoci turni extra per poter ribaltare la situazione. È qui che il valore della parola “fedeltà” inizia a vacillare, trovandoci di fronte dei titoli moltissimo vicini agli originali e non fedeli 1:1.

Infine, vogliamo toccare un ultimo tasto al quale i più avvezzi avranno caso e che non è mai stato nominato nel testo. Pokémon Platino che fine ha fatto? Le novità proposte a livello di gameplay ci sono parse staccate dal corpo principale del titolo, infatti ci siamo subito chiesti come mai non è stato preso in considerazione il capitolo che ha perfezionato la quarta generazione sia a livello narrativo che di gameplay, grazie al Parco Lotta, al Mondo Distorto e quant’altro.

Cambio abito

Avranno preferito i titoli “base” per il collegamento con Leggende Arceus? Sbagliato, nei titoli non vi è nessun “collegamento forte” con il vero nuovo titolo Pokémon in arrivo nei primi mesi del 2022, quello a cui sta lavorando Game Freak in persona e che probabilmente farà fare un ulteriore passo in avanti alla serie Pokémon.

Rimaniamo quindi interdetti da tale scelta, visti gli ottimi lavori fatti con gli altri remake, il culmine secondo noi è stato raggiunto con il lavoro certosino svolto in Cuore Oro e Anima Argento.

Link’s Awekening sei tu?

I remake sono stati sviluppati su Unity ed è stato scelto di utilizzare un approccio simile a quanto visto con The Legend’s of Zelda: Link’s Awekening sfruttando lo stile chibi e giocattolo per l’overworld, invece durante le battaglie ILCA ha preferito un approccio più “realistico” mostrandoci modelli a grandezza naturale per gli allenatori e Pokémon.

Nel complesso, graficamente parlando è apprezzabile, il titolo riesce a girare in 1080p a 30 FPS in dock, che noi non abbiamo quasi mai utilizzato a causa di una resa grafica “sporca”, e in 720 sempre a 30 FPS in portatile, dove Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente riescono a dare il meglio, soprattutto se giocati su Switch Oled o Mini, grazie a un numero maggiore di DPI dovuto allo schermo più piccolo.

Su una cosa possiamo concordare con Game Freak e ILCA al riguardo della “fedeltà” ovvero la presenza di bug, molti dei quali vecchi e altri nuovi. Sì, potrete camminare nel vuoto per raggiungere l’Isola Lunanuova di Darkray o il Paradiso Fiore di Shaymin. Invece i nuovi sono ad esempio quelli legati allo sdoppiamento dei Pokémon o a quello peggiore fra tutti, il bug della palestra di Nevepoli. Se incapperete in questo bug sperate di aver salvato prima del puzzle ambientale finale perché, al momento in cui vi scriviamo, sarete costretti a cominciare una nuova partita.

Invece, per quanto concerne il comparto audio siamo di fronte all’ennesimo compitino svolto tanto per: la colonna sonora è riproposta con strumenti più moderni, salvando dal carosello dei brani giusto quello della campionessa e dei leggendari.

Nostalgia canaglia

In conclusione, questi remake sono realmente fedeli come detto da ILCA? Nì, i remake proposti sono sì fedeli a quanto giocato nel 2006 ma non in tutto, soprattutto a causa della curva di difficoltà abbassata drasticamente, dovuta anche all’introduzione delle varie “Quality of life” che forse in alcuni capitoli recenti si fanno meno sentire, ma che nei titoli del passato gravano pesantemente sull’esperienza in quanto nati con una mentalità diversa da quella odierna.

Al netto di questi “difetti”, se così possiamo definirli, i capitoli rimangono comunque godibili e vi faranno riaffiorare in mente i bei ricordi passati sul Nintendo DS e per i novizi, se affascinati dai Let’s Go Pikachu ed Eevee, questa coppia di titoli risulterà perfetta per loro.

Riassumendo

Pokémon Diamante Splendente e Perla Lucente, un’operazione volta al riportare in vita la quarta generazione Pokémon anche in vista dell’arrivo del piatto forte di Game Freak Leggende Pokémon: Arceus, ma che rimane ancorato fin troppo al passato senza importanti novità o migliorie. Nel complesso i titoli sono sì fedeli agli originali ma non del tutto, inoltre avremo apprezzato la presenza delle migliorie portate dal terzo capitolo, Pokémon Platino, totalmente assenti. Consigliato ai nostalgici e a chi ha conosciuto il brand con i capitoli Let’s Go.

Voto Finale
6/10
6/10

Pro

  • Fedeli agli originali…
  • i Grandi Sotterranei sono un’ottima aggiunta
  • L’end game riesce a intrattenere per altre ore extra
  • Graficamente piacevole…

Contro

  • …ma non totalmente
  • Assenti le novità di Platino
  • Comparto sonoro non rinnovato
  • …non in dock
  • Con il remake potevano osare di più
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Nato ad Acireale il 28 giugno del 1996, cresce con le passioni dei videogames e della pasticceria grazie anche ai genitori che gliele hanno tramandate. Due mondi completamente opposti ma che in un modo o nell’altro riesce a farli incastrare. Adora gli RPG ma non disdegna gli altri generi, soprattutto quelli mai esplorati.

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